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Etinosa Oliha

Etinosa "El Chapo" Oliha nato a Torino il 13/06/1998

Vive ad Asti e si allena presso la Skull Boxe Canavesana del maestro Greguoldo Davide.

A soli 19 anni passa professionista con la Boxe Loreni dopo 60 match da dilettante e vincendo il campionato italiano youth.

Fa l'esordio da professionista il 19/05/2018. Al quinto match da pro battendo ai punti Fabio Mastromarino vince la cintura WBC Italia dei pesi medi

Il 21 febbraio 2020 ad Asti al suo undicesimo match si laurea campione italiano dei pesi medi battendo Carlo De novellis

Difende il titolo il 21 agosto 2020 contro Andrea Roncon vincendo ai punti.

Il 5 dicembre 2020 difente il titolo italiano contro il pugile pugliese Francesco Lezzi.

In seguito alla rinuncia di Fabio Mastromarino alla qualifica di sfidante ufficiale, a luglio 2021 Etinosa difende nuovamente la cintura in un match contro Francesco Lezzi. 

Nonostante la sua giovane età nel 2019 partecipò al training camp di Badou Jack presso la Mayweather boxing gym per il match mondiale contro Jean Pascal, scelto come sparring partner si è allenato per un lungo periodo a Las Vegas.

A dicembre 2021 l'annuncio: Etinosa Oliha ha firmato con il manager americano Armin Van Damme. And this is just the beginning.


The making of

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Conosciamo Etinosa


A quanti anni hai iniziato a frequentare la palestra di boxe?
All’età di 14 anni ho iniziato a frequentare la Skull Boxe di Asti. 

Come è nato il tuo interesse per la boxe?
 Guardando i vecchi incontri di Muhammad Alì, Mike Tyson fino ai più recenti di Floyd Mayweather.

Un consiglio a chi vuole iniziare a praticare il pugilato come sport e un motivo per cui lo consiglieresti?
Consiglio di iniziare a praticare il pugilato perché, a mio avviso, il pugilato non è solo uno sport ma un stile di vita, una volta che entri in una palestra di pugilato è dura rinunciarci.

Chi ti ha ispirato (tra i grandi pugili e/o tra le persone che hai incontrato in palestra)?
L’impegno, la serietà e la costanza di pugili come Floyd Mayweather tra i più noti, e Nourdine Hassan, tra i miei compagni di palestra sono stati la mia più grande ispirazione.

Qual è stato il momento in cui hai capito che la boxe ti ha cambiato la vita?
Ho capito che il pugilato mi stava cambiando la vista quando, guardandomi intorno e vedendo che, mentre i miei coetanei vivevano con spensieratezza gli anni dell’adolescenza, il mio unico pensiero era quello di arrivare al mio obiettivo; lì ho capito che potevo essere sulla strada giusta.

Quante volte alla settimana ti alleni? Com'è il tuo tipico allenamento?
Mi alleno da lunedì al sabato due volte al giorno, alterno parti atletiche ad allenamenti di tecnico tattica con il mio head coach Davide Greguoldo.
Un aspetto che secondo te si sottovaluta e che invece ritieni molto importante nell'ambito dell'allenamento?
Credo che gli allenamenti di tecnica con l’utilizzo di attrezzi quali Double Hand Ball, SparBar, Speedbag che, a mio avviso, son molto utili per lavorare su riflessi e reattività.

Com'è la vita del pugile professionista in Italia?
La vita del pugile professionista in Italia non è facile, soprattutto perché il pugilato non è uno sport valorizzato come magari il calcio. Rispetto all’impegno che dedica, il pugile non è mai sufficientemente ricompensato.

Com'è stato allenarti negli Stati Uniti? In quali palestre ti sei allenato? Com'è vista la boxe negli Stati Uniti rispetto all'Italia?
Negli Stati Uniti è un’altra realta rispetto a qui in Italia ed è più valorizzata. La mia esperienza lì non può che esser stata positiva. Negli anni sono stato alla Wild Card di Los Angeles, alla 5th St.Gym di Miami, alla  ity Boxing Club di Las Vegas e, in occasione dello sparring con Badou Jack alla Mayweather Boxing Club.

Secondo te cosa conta di più nella boxe? Corpo o mente?
Credo che mente e corpo debbano andare di pari passo, ma, se proprio dovessi dare una preferenza, sceglierei senza dubbio la mente.

Qual è il match più bello nella storia del pugilato secondo te (se per te ce n'è uno)?
Il match più bello nella storia del pugilato? Sicuramente la trilogia di Marquez contro Pacquiao è tra le punta di diamante ma il mio preferito è quello tra Arturo Gatti e Mickey Ward.

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